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Gastronomia

La lenticchia di Santo Stefano di Sessanio è un presidio Slow Food la cui qualità è garantita da un'Associazione di Produttori. La lenticchia ha trovato un habitat ideale sulle terrazze montane che circondano il borgo. Piccola, di colore scuro, dalla buccia rugosa e sottile, è ricca di ferro e talmente tenera da non necessitare di ammollo.

Può essere gustata in zuppe molto semplici che ne esaltano il profumo e il gusto, specie se accompagnate da crostini di pane ed un filo di olio extravergine di oliva. Viene spesso proposta con le patate, le volarelle (pasta fatta a mano) o le salsicce. Nella cucina locale trovano ampio utilizzo le carni di agnello dell'altopiano di Campo Imperatore (ad esempio nella tipica ricetta alla chiaranese, con formaggio e uova), i formaggi (il paese fa parte dell'areale di prododuzione del celebre Canestrato di Castel del Monte, altro presidio Slow Food dell'area Parco) e lo zafferano, prodotto nel vicino altopiano di Navelli. Alcune preparazioni tipiche sono legate alle feste, come la minestra di ceci e castagne, per la vigilia di Natale, di gnocchetti e fagioli poverelli per la Pasqua, le sagnette al sugo di agnello per la festa del Santo patrono e la cagliata in occasione dell'Ascensione. Tra i dolci si gustano le ferratelle, i dolci con le mandorle, il pasticcio degli dei, con crema allo zafferano.

b_150_100_16777215_0___images_galleria_Articoli_piatto_lenticchie.jpgprodotti vari800x

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