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La Biodiversità della Baronia

La natura del distretto offre paesaggi erbosi con numerose presenze di pregio fito- e zoogeografico. Tra le piante si trovano la Sesleria uliginosa e la Pulsatilla montana, la Tofieldia comune, la Stella appenninica e il Camedrio alpino (Dryas octopetala), la pianta da cui prende il nome l’ultima recreduscenza della passata era glaciale. Il clima continentale dell’area, caratterizzato da piogge scarse, inverni freddi, estati caldissime e pronunciate escursioni termiche, costituisce la condizione ideale per l’instaurarsi delle steppe, ambienti che prendono il nome dalle Stipe, erbe della famiglia delle graminacee che annoverano nel Distretto numerose specie (Stipa capillata, Stipa martinovsky, Stipa dasyvaginata subsp. apenninicola, Stipa capensis, Stipa pennata s.l.), oltre ai timi e le santoregge, i lini e le festuche. Più a valle troviamo due rarissime specie endemiche: il limonio aquilano (Goniolimon italicum) e l’astragalo aquilano (Astragalus aquilanum).

Una nota a parte merita l’adonide gialla (Adonis vernalis), anch’essa tipica delle steppe orientali, comunissima nell’Europa orientale, ma che in Italia vegeta soltanto qui, nel distretto “Terre della Baronia”. La pianta era già nota per segnalazioni risalenti al XIX secolo, ma ultimamente era ritenuta estinta. Alcuni ricercatori dell’Università dell’Aquila, appena dopo l’istituzione dell’Ente Parco, hanno ritrovato la pianta presso i borghi di Castelvecchio Calvisio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano, in nascoste vallecole che si colorano dei vistosi fiori gialli nel mese di maggio.

Nel Distretto è compresa una parte dell’erboso altipiano di Campo Imperatore. E’, questo, il regno del vento, dei lupi, delle volpi, delle lepri, delle arvicole delle nevi e di una moltitudine d’insetti mimetici e di coloratissime farfalle.  La Vipera dell’Orsini (Vipera ursini) vive qui con la sua più importante popolazione al mondo.

Sulla cresta del Sentiero del Centenario, che percorre le Torri di Casanova, Monte Prena e Monte Camicia e che chiude a Nord l’altipiano, il Camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) ha ritrovato il suo habitat d’elezione. Abitano inoltre la landa specie come il riccio, l’istrice ed uccelli come il calandro e la calandrella, la passera lagia, il succiacapre ed il lanario, un rarissimo falco presente nel parco con pochissime coppie.  Le steppe sono l’ambiente ideale per il serpente più grande d’Europa, il cervone che, a dispetto delle dimensioni, che sfiorano i due metri di lunghezza, è innocuo e affatto aggressivo. Sono, invece, tipiche dei campi coltivati, uccelli come l’averla capirossa, l’averla minore, la starna, gli zigoli e l’ortolano e piante interessanti e rare come il fiordaliso, il papavero, la vaccaia e l’androsace massima, quest’ultima inclusa nella lista rossa delle piante protette della Regione Abruzzo.

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